Premi invio per avviare la ricerca

Regolamento sostanze perfluoroalchiliche

 

 

 

Dal 1° gennaio si applica il regolamento (Ue) 2022/2388
che modifica il regolamento (CE) n. 1881/2006 sui tenori massimi di sostanze perfluoroalchiliche in alcuni prodotti alimentari

Scarica il pdf dell’Articolo sul regolamento di sostanze perfluoroalchiliche
A cura della Divisione Sicurezza Chimica, Area Qualità, Sicurezza e Preindustrializzazione

 

Le sostanze perfluoroalchilate (PFAS) sono un vasto gruppo di composti fluorurati che sono state ed alcune di esse lo sono ancora ampiamente utilizzate in applicazioni industriali e di consumo, tra cui rivestimenti antimacchia per tessuti e tappeti, rivestimenti resistenti all’olio in prodotti di carta e cartone a contatto con gli alimenti, schiume antincendio, tensioattivi per l’industria estrattiva e i pozzi petroliferi, lucidanti per pavimenti e formulazioni di insetticidi.  Il loro diffuso utilizzo, unitamente alla loro persistenza nell’ambiente, ha determinato una diffusa contaminazione ambientale. La contaminazione degli alimenti con queste sostanze è principalmente il risultato del bioaccumulo nelle catene alimentari acquatiche e terrestri e all’uso di materiali a contatto con gli alimenti contenenti PFAS.

L’acido perfluorottano sulfonico (PFOS) e l’acido perfluoroottanoico (PFOA) e i loro sali sono le PFAS che si trovano negli alimenti e nell’uomo nelle concentrazioni più elevate. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pertanto chiesto al proprio gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare di preparare un parere sull’importanza degli alimenti e sul contributo relativo dei diversi prodotti alimentari e dei materiali a contatto con gli alimenti all’esposizione umana a PFOS, PFOA e loro sali e per consigliare su ulteriori passi in relazione alla valutazione del rischio di PFAS.  Il 21 febbraio 2008 l’EFSA ha adottato un parere scientifico su PFOS, PFOA e loro sali, affermando che sarebbero raccomandati ulteriori dati sui livelli di PFAS negli alimenti e nell’uomo, in particolare per quanto riguarda il monitoraggio delle tendenze nella esposizione.
Su richiesta della Commissione, il 9 luglio 2020 l’EFSA ha aggiornato la sua valutazione del rischio di PFOS e PFOA e l’ha estesa all’acido perfluorononanoico (PFNA) e all’acido perfluoroesansolfonico (PFHxS), tenendo conto delle informazioni scientifiche più recenti e dei dati  raccolti ai sensi della Raccomandazione 2010/161/UE (parere EFSA 2020 sul rischio per la salute umana correlato alla presenza di PFAS negli alimenti). L’EFSA ha concluso che PFOS, PFOA, PFNA e PFHxS possono causare effetti sullo sviluppo e possono avere effetti negativi sul colesterolo sierico, sul fegato, sul sistema immunitario e sul peso alla nascita. Ha considerato gli effetti sul sistema immunitario come l’effetto più critico e ha stabilito una  dose settimanale tollerabile (TWI) di 4,4 ng/kg di peso corporeo a settimana per la somma di PFOS, PFOA, PFNA e PFHxS, che che protegge anche dagli altri effetti di tali sostanze.
Gli alimenti di origine animale contribuiscono in modo importante all’esposizione umana ai PFAS.

L’EFSA ha concluso che le PFAS si trasferiscono dai mangimi agli alimenti di origine animale, con chiare differenze tra le specie e il tipo di PFAS. Tale trasferimento di PFAS può avvenire anche dal suolo ingerito da animali da allevamento in cerca di cibo e dall’acqua potabile per gli animali.
L’ EFSA ha concluso che l’esposizione di parti della popolazione europea a tali sostanze supera il TWI, il che è motivo di preoccupazione. Pertanto sono stati stabiliti i livelli massimi di PFOS, PFOA, PFNA e PFHxS e la somma di PFOS, PFOA, PFNA e PFHxS nelle uova, nella carne di pesce, nei crostacei, nei molluschi bivalvi, nella carne e nelle frattaglie di animali d’allevamento e selvatici mediante il nuovo Regolamento (UE) 2022/2388 della commissione del 7 dicembre 2022 che modifica il regolamento (CE) n. 1881/2006 per quanto riguarda i tenori massimi di sostanze perfluoroalchiliche in alcuni prodotti alimentari. I prodotti che sono stati legalmente commercializzati prima del 1° gennaio 2023 possono rimanere sul mercato fino al termine minimo di conservazione o fino alla data di scadenza.

La modifica del Regolamento 1881/ 2006 si è resa necessaria in seguito alla Raccomandazione (UE) 2022/1431 della Commissione del 24 agosto 2022 relativa al monitoraggio di PFAS negli alimenti e all’adozione del parere del 9 luglio 2020 dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare sul rischio per la salute umana connesso alla presenza di sostanze perfluoroalchiliche negli alimenti.
Pertanto, per le indagini di follow-up volte a determinare le cause della contaminazione, qualora i livelli massimi di PFAS negli alimenti di origine animale stabiliti nel Regolamento (UE) 2022/2388 vengono superati, è importante che i laboratori siano in grado di controllare anche i mangimi, l’acqua potabile degli animali e il suolo su cui vivono gli animali.

Poiché solo un numero limitato di laboratori è in grado di analizzare le PFAS nei mangimi, il laboratorio europeo di riferimento per gli inquinanti organici persistenti alogenati nei mangimi e negli alimenti sta svolgendo un lavoro supplementare per aiutare i laboratori a sviluppare tale capacità. Tale lavoro dovrebbe consentire l’adozione, in futuro, di ulteriori raccomandazioni relative alle PFAS nei mangimi quando i laboratori disporranno della capacità analitica sufficiente; nel frattempo agli Stati membri i cui laboratori sono già in grado di analizzare le PFAS nei mangimi dovrebbero essere raccomandato di farlo fin da subito ( Raccomandazione (UE) 2022/1431 della commissione del 24 agosto 2022)  e, negli Stati membri che non dispongono ancora della capacità analitica richiesta, i laboratori dovrebbero già convalidare metodi analitici per individuare la presenza delle PFAS nei mangimi.

https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32022R2388&from=EN#:~:text=Essa%20ha%20considerato%20gli%20effetti,altri%20effetti%20di%20tali%20sostanze.