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SSICA - FONDAZIONE DI RICERCA

Breve nota di presentazione

La Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari - Fondazione di Ricerca svolge la propria attività di ricerca fondamentale, di ricerca applicata e di sviluppo sperimentale, di presidio tecnologico, di analisi e consulenze di laboratorio, di trasferimento dei risultati, di formazione e altre attività correlate, in favore delle aziende che operano nel settore conserviero dell’agroalimentare e che, in tutti questi lunghi anni, hanno beneficiato e continuano a beneficiare, direttamente o indirettamente, dei risultati di tale attività. La SSICA, fondata come Ente Pubblico nel 1922 con R.D. n. 1396 del 2 luglio, convertita in Ente Pubblico Economico dal D.lgs. n. 540 del 1999, è oggi una Fondazione di Ricerca, Organismo pubblico, costituita ai sensi del D.L. n. 78 del 31/05/2010 convertito con modificazioni dalla L. n. 122 del 30-7-2010 e di quanto previsto dal D.M. concertato tra il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, pubblicato sulla G.U. n. 141 del 20-06-2011. 

La SSICA istituita in Parma, successivamente, si amplia costituendo una Sezione staccata ad Angri (SA), per potenziare l'attività di ricerca a favore dell'industria agroalimentare. La ricerca al servizio del settore conserviero: sicurezza, qualità, innovazione.

 

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Industria Conserve, N. 2 (2013) PDF Stampa

report_n._3.jpgIndustria Conserve, N. 2 (2013)

REPORT

Tecnologie e sicurezza nella filiera delle acciughe salate. Rassegna di studi SSICA

E' disponibile per le ditte contribuenti, in formato elettronico, il 2° numero 2013 della rivista Industria Conserve, un Quaderno Tecnico a cura di Domenico Cacace, Ivana Orlando, Liliana La Pietra, avente come oggetto una rassegna di studi SSICA riguardanti problemi tecnologici, di sicurezza e qualità dei prodotti a base di acciughe salate, in particolare i filetti sott'olio e la pasta di acciughe.

L’acciuga (Engraulis encrasicolus) è uno dei pesci più caratteristici della tradizione italiana di pesca e cucina. Essa è da secoli pescata nei mari italiani (ma è diffusa in tutto il Mediterraneo, nell’Atlantico ecc.) con reti a circuizione e immediatamente conservata e trasformata, principalmente grazie al sale, nell’ambito familiare-artigianale e poi, progressivamente, sempre più a livello di piccole e medie aziende. L’acciuga presenta una colorazione blu-verdastra sul dorso e argentea sul ventre, ha un range di taglia da 9 a 20 cm circa, ma la taglia comune di cattura è di 12-15 cm, e una composizione media in proteine del 18-21% e in lipidi del 1.7-4% (acqua 73-80%). Il mercato mondiale delle acciughe trasformate utilizza anche molte altre specie simili, quali Engraulis anchoita (Sudamerica), Engraulis australis (Australia), Engraulis japonica (Giappone), Engraulis mordax (Pacifico) ecc. Le vendite sul territorio nazionale di prodotti trasformati a base di acciughe è stata nel 2011 di 3.831.779 tonnellate con un aumento del 3.3% rispetto al 2010, corrispondenti, in valore, a 87.193.751 €, pari al 5.5% in più rispetto al 2010, confermandosi, ancora una volta, come il secondo prodotto sul mercato dei prodotti ittici trasformati dopo le conserve di tonno (dati Symphonylri).
Nel 2008, l’esportazione italiana di “Preparazioni e conserve di acciughe intere o in pezzi” e “Alici o acciughe salate o in salamoia” assommava a 6148 tonnellate, pari a 24784000 euro, il valore più alto nell’arco del quinquennio 2004-2008, pari al 9.5% di tutti i prodotti ittici trasformati esportati, seconda solo a quella delle conserve di tonno. La principale destinazione di tali esportazioni è l’Albania (circa il 50% del totale), seguita da Stati Uniti, Australia, Austria e Germania (dati ANCIT-ISMEA). Vi è da ricordare che le “Acciughe sotto sale del Mar Ligure” godono della protezione IGP, mentre molti prodotti a base di acciughe salate fanno parte dei “Prodotti Agroalimentari Tradizionali”.
Il prodotto di gran lunga più diffuso è rappresentato dai filetti di acciughe salate confezionate in olio, nelle varie forme commerciali (formato, tipo di contenitore, olio di colmatura, eventuale aggiunta di ingredienti tipici: peperoncino, capperi, pomodoro ecc.), seguito dalla pasta di acciughe, confezionata prevalentemente in tubetti di alluminio, e dalle acciughe marinate confezionate in olio di semi.
In questa rassegna vengono riportati alcuni articoli pubblicati su Industria Conserve o sul sito www.ssica.it, riguardanti problemi tecnologici, di sicurezza e qualità dei prodotti a base di acciughe salate e in particolare i filetti sotto’olio e la pasta di acciughe.

 
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